Postati da Girovago su nov 20, 2011 in Eventi | Nessun commento
La Prima Fiera Mediterranea “Food & Beverage” si è tenuta a Catanzaro tra il 6 e il 14 novembre del 2010. Si è trattato di nove giornate, svoltesi presso l’area fieristica “Le Fontane” (località Barone), dedicate alla sponsorizzazione a livello internazionale dei prodotti e dei servizi del mondo enogastronomico calabrese. Principali promoter dell’iniziativa sono stati la Camera di Commercio di Catanzaro, la “Catanzaro Fiere Spa” e la Regione Calabria.
Una fiera internazionale nel mediterraneo
Lo scopo della fiera era quello di migliorare l’import-export tra regione Calabria e paesi del Mediterraneo, ma non solo. Se è vero, infatti, che la terra di Calabria si situa al centro del bacino mediterraneo, ed ha quindi un ruolo potenzialmente privilegiato all’interno degli scambi con gli altri paesi che come essa vi si affacciano, è pur vero che l’esportazione delle tipicità calabresi può essere aumentata, allacciando relazioni con paesi ben più lontani come Stati Uniti d’America, Russia, Francia, Austria, ed altri. Tali rapporti internazionali hanno avuto la loro concretizzazione nella creazione di stand per buyer provenienti da tutto il mondo, che sommati agli stand di piccoli e medi imprenditori locali, aziende agricole, catene per la grande distribuzione alimentare, ed anche scuole alberghiere, hanno ricoperto una superficie totale di 5000 metri quadrati d’esposizione.
L’agroalimentare e il mercato internazionale
Una delle chiavi del successo dell’evento è stata, oltre alla qualità dei prodotti e dei servizi esposti, la collaborazione tra diversi mondi: il mondo della produzione, il mondo imprenditoriale, e quello delle istituzioni. Sinergia che si è ricercata anche per la realizzazione della seconda edizione della Fiera Mediterranea “Food & Beverage”, svoltasi tra il 17 e il 20 novembre 2011, anno in cui si è raddoppiata la superficie espositiva e sono aumentati i paesi internazionali presenti all’evento (oltre a quelli della prima edizione, sono stati coinvolti Croazia, Polonia e Serbia).
Foto: Bertold Werkmann – Fotolia
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Postati da Girovago su ott 19, 2011 in Eventi | Nessun commento
Musica, arte, spettacolo, enogastronomia: questo è quanto offre la città di Catanzaro ogni anno, nel mese di settembre, a chiunque voglia conoscere le tipicità della città capoluogo calabro. Nata nel 2007 per iniziativa dell’Assessorato Cultura e Turismo della Città di Catanzaro, con la collaborazione di Camera di Commercio di Catanzaro, Regione Calabria e Comunità Europea, e sotto l’alto patrocinio della Repubblica Italiana, la manifestazione ha subito negli anni delle modifiche, lasciando però intatto lo spirito dell’evento: accendere la notte.
Una piccante notte bianca
La kermesse catanzarese nasceva come evento di una sola notte, una notte da vivere a pieno grazie all’apertura straordinaria di musei, palazzi storici, teatri, locali e luoghi di ristorazione, ed, ancora, grazie all’allestimento di spettacoli nelle stradine e nelle piazze del centro storico di Catanzaro. Col tempo, però, in seguito al successo riscosso dall’iniziativa, La notte piccante di Catanzaro ha arricchito il proprio programma, passando da un calendario spalmato su una sola notte ad un calendario di due nottate, fino alle tre dell’edizione 2011.
Le notti bianche dell’ultima edizione, in particolare, hanno visto la presenza in programma di due grandi nomi del panorama musicale italiano. Durante la seconda serata c’è stato il concerto in piazza di Patty Pravo, mentre nella terza e ultima c’è stato quello dei Subsonica.
Le tipicità della piccante città di Catanzaro
Come spesso accade per queste iniziative, i grandi nomi della musica fungono da elemento di richiamo per coloro i quali non conoscono ancora, o semplicemente hanno bisogno di un piccolo incentivo, le bellezze di un luogo. Tra i mercatini delle fiera dell’antiquariato o dell’artigianato artistico locale e tra i vicoli del centro storico, si incontra in ogni dove il “re” della città: il peperoncino calabrese. Solo apparentemente offuscato dagli eventi in calendario, ogni anno il vero protagonista della Notte piccante di Catanzaro è lui. Da acquistare nelle botteghe aperte fino all’alba, o da degustare, in strada o in ristorante, assoluto – come impone la tradizione calabrese – o spolverato su ogni tipo di pietanza, non si può visitare Catanzaro senza aver fatto la sua diretta conoscenza.
Foto: Maik Blume – Fotolia
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Postati da Girovago su set 6, 2011 in Attrazioni turistiche | Nessun commento
Grazie alle opportunità offerte dell’autonoleggio Lamezia Terme e il suo territorio sono sempre più vicini. Questa splendida zona della Calabria rappresenta il luogo ideale per una vacanza o per un week end all’insegna di natura, storia, cultura e tradizioni.
Il turismo a Lamezia Terme
Lamezia Terme è una località calabrese situata in provincia di Catanzaro. La città è una delle più giovani d’Italia, dal momento che nacque ufficialmente nel 1968 dall’unione di tre comuni della zona: Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia.
Fra i luoghi che maggiormente meritano una visita troviamo le rovine del castello Normanno-Svevo che un tempo dominava la città, e il sottostante rione di San Teodoro, una delle zone più antiche della città che un tempo apparteneva al comune di Nicastro.
Di grande interesse artistico è la Cattedrale di Lamezia Terme, intitolata ai santi Pietro e Paolo che sono anche i patroni della città. I festeggiamenti per la ricorrenza del patrono si tengono il 29 giugno, e in contemporanea agli appuntamenti religiosi si svolge una popolare fiera nella quale è possibile acquistare prodotti tipici del territorio come, ad esempio, i vini DOC locali e l’ottimo olio extravergine di oliva Lametia DOP.
Altri luoghi di interesse della città sono la Chiesa di San Domenico, con la sua bella facciata in stile neoclassico, e il Palazzo del Seminario Vescovile che ospita il Museo Diocesano nel quale ammirare opere d’arte religiosa e non solo. Per gli amanti della storia da non perdere è la visita al Museo Archeologico Lametino, che contiene reperti della storia antica della città.
Arrivare e spostarsi con l’autonoleggio Lamezia Terme
La città di Lamezia Terme ospita l’aeroporto internazionale più importante dell’intera Calabria. Questo scalo è ben collegato con diverse località italiane ed estere, e nelle strutture aeroportuali è possibile trovare molte opzioni in termini di autonoleggio Lamezia Terme offre inoltre un buon ventaglio di opportunità per quanto riguarda l’accoglienza turistica, con numerosi alberghi, ristoranti e locali. Dal momento che i mezzi di trasporto pubblici non sono in grado di raggiungere tutti i luoghi di interesse del territorio, è altamente consigliabile per chi non possiede un’auto propria rivolgersi all’autonoleggio Lamezia Terme; diverse agenzie sono presenti anche in città.
Foto: Thaut Images – Fotolia
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Postati da Girovago su set 5, 2011 in Attrazioni turistiche | Nessun commento
Motta San Giovanni, Comune distante alcuni chilometri da Reggio Calabria, si estende su un territorio di circa 40 km² all’interno dei quali è possibile trovare una variegata presenza di posti dal molteplice interesse che va da quello paesaggistico a quello architettonico passando per quello storico e infine archeologico.
Origine del nome del comune calabrese
Prima di tutto è doveroso sottolineare l’origine del nome di Motta San Giovanni, infatti anticamente si era soliti chiamare con il prefisso Motta quei luoghi che si ergevano al di sopra di un territorio pianeggiante, e che svolgevano per intrinseca natura orografica il ruolo di bastioni ovvero di fortificazioni difensive e offensive poste a guardia di una regione. E’ proprio questa storia a rendere interessante l’intero comune, in quanto questa posizione così favorevole ha permesso lo sviluppo, nel corso dei secoli, di una zona importante non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche strategico.
Il passato bellico di Motta
Un esempio lampante è la bellissima Fortezza di Santo Niceto, posta a pochi chilometri a nord di Motta, con le sue rovine a testimonianza di un passato ”bellico” che ha visto, nel corso di un periodo tra il 1300 e il 1500, questo luogo come crocevia delle guerre tra Angioini e Aragonesi. Troviamo poi la frazione di Lazzaro che risulta essere quella più interessante non solo per l’aspetto archeologico ma anche per quello turistico. Qui possiamo trovare numerosi resti di antiche costruzioni di epoca greca e preromanica, molto importante è la famosa villa di Publio Valerio (I° sec. a.C.), che ospitò un personaggio di eccellenza come Cicerone che la abitò nel periodo del suo esilio, ma l’intera zona litoranea è disseminata di siti archeologici, dove sono state rinvenute presenze dei primi insediamenti cristiani che hanno poi portato alla nascita del paese di Motta San Giovanni. La zona di Lazzaro e dei suoi 6 km di costa sabbiosa e rocciosa offrono lo sfondo perfetto ad una vacanza dove la ricerca di posti marini incontaminati immersi in un contesto tipicamente caratteristico come quello dei paesi mediterranei,non lascia di sicuro insoddisfatti. Ogni anno moltissimi turisti affollano la costa, dando all’intero paesaggio un aspetto vivo e frizzante, proprio dei luoghi turistici di questa regione, che attira ormai da decenni l’interesse di quelle persone che cercano una molteplicità di aspetti in una località balneare. Per questo motivo, non meno interesse infatti, suscita il paese vero e proprio di Motta San Giovanni, che nonostante le sue dimensioni ospita, chiese e palazzi signorili di sicuro interesse architettonico e storico. Inoltre data la sua conformazione, è un posto nel quale troviamo anche ambienti a metà strada tra la collina e la montagna, come quelli che si possono visitare nei dintorni della frazione di Castagneto di Pitea, dove scene di pastorizia e piccolo allevamento sono all’ordine del giorno, il tutto immerso in oliveti e piccoli boschi che rendono sicuramente rilassante e affascinante una giornata di classico trekking.
Foto: Philipp Keltenich
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Postati da Girovago su set 3, 2011 in Attrazioni turistiche, Storia | Nessun commento
Motta San Giovanni è un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, situato esattamente alle coordinate 38°00’08” latitudine N e 15°41’42’’ longitudine E, che dista circa 12 km in linea d’area dal capoluogo e 5 km dal mare.
La storia
Non è chiaro a che epoca risalgano i primi segni di edificazione, ma i primi insediamenti in questi luoghi risalgono a prima metà del V° sec. a.C. in piena epoca preromana, sicuramente ad opera di colonie greche che per prime fondarono luoghi di culto come dimostrano i rinvenimenti di manufatti e di alcune antichissime rovine ritrovate sulla costa prospicente il comune di Motta San Giovanni. Molto forte è la presenza di insediamenti romani, successivi quindi a quelli greci, dove si ritrovano importanti i resti di una villa , datata intorno al I° sec a.C. appartenuta (si pensa) al patrizio Publio Valerio (dove vi si ospitò perfino Cicerone nel suo periodo d’esilio), per arrivare al ritrovamento di insediamenti cristiani, successivi all’epoca romana , che delimitano l’inizio del periodo medievale, inteso proprio come periodo storico nel quale si vede la nascita del paese di Motta San Giovanni come lo si conosce oggi. Infatti da ricerche effettuate negli anni sembra che il paese nasca da un villaggio che fu fortificato sotto il dominio degli Angioini.
Il territorio
Geograficamente occupa una posizione preminente rispetto ai paesi della costa sud della Calabria, dei quali pur facendone parte li domina con un’altezza di 500 metri sul livello del mare per arrivare nelle zone confinanti con l’Aspromonte, fino a quasi 1000 metri. L’estensione del comune di Motta San Giovanni è comunque notevole, abbracciando frazioni come Lazzaro, situata nell’incantevole zona dello stretto di Messina per arrivare a Capo d’Armi , dove c’è l’ultimo faro che individua la fine del medesimo stretto. Il paese è immerso nel più tipico paesaggio appartenente alla macchia mediterranea. Delimitato dai monti a nord-ovest e dalla pianura a sud-est è posto a guardia di uno tra i territori più attrattivi di tutta la Calabria. E’ interessato ogni anno, durante i mesi primaverili e estivi , da un nutrito flusso turistico il quale, in un territorio fortemente depresso dal punto di vista lavorativo come questo, è uno dei pochissimi indotti che permettono insieme alla pastorizia e alla lavorazione artigianale , di dare sostegno economico agli abitanti di questa zona.
Foto: tiero
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